La scalata di successo.

25 Maggio, 2009

DSCN2632 PLATANIA Un lampo di gioia ha scosso il nostro paese e noi, inermi e sorridenti, lo abbiamo accolto lietamente, perché ancora viveva negli occhi di ogni sportivo una fiammella di speranza, sin dalla cocente delusione dello scorso campionato quando, anche in quella occasione, fummo tecnica, ordine, contenuto. L’ultimo nostro accesso alla seconda categoria stava ormai cadendo in quel pezzo di paese che noi chiamiamo “storia”; certo, la storia non si dimentica, ed è tale perché c’è qualcosa di importante da ricordare, ma essa ha in sé il connotato della lontananza, e noi, oggi, abbiamo richiamato la storia nel presente; le porte della categoria superiore si spalancano a noi perché ne siamo degni.
Se dopo il 2 a 1 dell’andata gli sportivi (intenditori e non) tendevano più a impensierirsi per il ritorno piuttosto che gioire per la vittoria seppur di misura nella gara d’andata, la nostra “fortezza organizzata” ha contenuto le spinte avversarie, e la fortuna ci ha restituito il torto dell’andata, quando ci privò di almeno due ulteriori gol che il tabellino finale doveva contenere. Ma non è stata una fortuna cieca e ingiusta: si è posata sul merito, ha scelto la qualità.
Era prevedibile che il Maida tentasse l’assalto disperato: ogni minuto restante richiedeva maggiore forza. Una organizzazione difensiva poco convinta non avrebbe mantenuto il risultato “ad occhiali”, stante il fatto che la vera difesa parte da chi gioca per offendere. Abbiamo vissuto per una settimana l’incubo immaginario di una nuova beffa che non avremmo meritato.
Cosi, il soffertissimo pareggio ha fatto il giro d’ogni via: informatori e informati  del risultato, tutti accomunati dalla gioia della novità, come una palude priva di spessore da cui il nostro calcio s’è tirato fuori con tanti sacrifici.
Parlare ancora di “terza” avrebbe l’aspro gusto d’un limone divorato: per questo, finalmente, la “seconda” ci ha chiamato! Questo successo non dovrà appagare, ma nutrire; non dovrà lanciare i nostri giocatori verso le alte quote dei cumuli intonati col cielo, ma dovrà tracciare un nuovo percorso, che senza ulteriori e costanti sacrifici sarà tutto e solo in salita.
Infine, la festa! La sfilata per le strade del paese è stata la liberazione dopo la scalata, con grida confuse udibili in ogni dove. La via del “capitano mancante” fu toccata con affetto oltre che con gioia: una miscela esplosiva che non limita il calcio a rincorrere un pallone, ma a costruire rapporti umani degni di nota. Promozione meritata.

Niccolò Montuoro